Geografia della mente

Dal libro Geografia della mente-territori cerebrali e comportamenti umani

di Alberto Oliverio ed. Raffaello-Cortina

….” Le funzioni motorie vengono spesso considerate di basso livello, subordinate alle più elevate attività cognitive, alla razionalità del pensiero puro. Il corpo, perciò, viene considerato nella maggior parte delle culture come un’entità inferiore a quella mentale. Non si tiene invece conto del fatto che i movimenti e il corpo sono all’origine di quei comportamenti astratti di cui siamo fieri, come dello stesso linguaggio che dà forma alla nostra mente. Per esempio, l’evoluzione di alcuni comportamenti motori, come la capacità di costruire e manipolare strumenti, ha fatto si che si affermasse una logica di movimenti basata su una di passi concatenati, di nessi di causa ed effetto. Progressivamente, la corteccia motoria (dove sono i neuroni che controllano i muscoli) e quella premotoria ( dove sono i neuroni che pianificano i movimenti muscolari) hanno sviluppato una crescente capacità di generare sequenze di movimenti concatenati e hanno contagiato anche l’area di Broca, implicata nella motricità della mano e del linguaggio, a produrre quei gesti e quelle sequenze di sillabe che sono alla base della comunicazione. Parlare, cioè articolare una sequenza di sillabe, rassomiglia, in termini di eventi sequenziali, all’azione di scheggiare una selce o scagliare una lancia, a un controllo della motricità che ha preceduto il linguaggio ma che ha anche contribuito a strutturarlo in termini di logica interna motoria…”

 

Alberto Oliverio

è professore di Psicobiologia presso l’Università di Roma “ La Sapienza”

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